The real Wonder Woman – Aimee Mullins


E’ un pò di tempo che volevo scrivere qualcosa di lei, poi durante la mie solite scorribande multimediali, ho letto questo bel articolo e sinceramente non potevo scrivere di meglio, cosi ve lo riporto cosi come è, arricchendolo con belle foto e un video del TG1, il tutto ovviamente rubato  in giro per il il web (altrimenti che pirata sarei).

Patrick

Modella, attrice e atleta. È l’incredibile storia di Aimee Mullins, 35 anni, che dopo aver subito l’amputazione di entrambe le gambe a 11 mesi non ha smesso di lottare sconfiggendo una volta per tutte l’handicap e i pregiudizi.

LA STORIA – Vedere una possibilità dove gli altri riescono a vedere soltanto un limite. “Condividere il sogno di un potenziale infinito”. Più che un pensiero è una lezione di vita da parte dell’americana Aimee Mullins, che in questi anni è riuscita a far vincere il pregiudizio secondo cui l’essere amputati non sia sinonimo di “disabile”. La Mullins, nata nel 1976 senza l’osso del perone (che in linguaggio tecnico si chiama emimelia peroneale) ha subìto l’amputazione di entrambe le gambe sotto il ginocchio. Da lì un lungo percorso segnato da una grande forza di volontà l’ha portata a 20 anni a partecipare ai Giochi Paraolimpici di Atlanta, stabilendo il record nei 100 metri piani (15,77 secondi) e nel salto in lungo (3,5 metri). Nel suo curriculum c’è anche l’esperienza di modella, dopo che nel 1999 è stata la musa dello stilista inglese Alexander McQueen, sfilando con delle protesi di legno intagliate a mano. Assai avvenente, è stata nominata dalla rivista “People” una delle cinquanta persone più belle del mondo.

IL PENSIERO – L’immagine del corpo e i problemi legati alle opportunità e all’equità nello sport e nella vita sono da sempre i suoi obiettivi. Numerose sono leapparizioni in tv e in radio, con partecipazione anche a conferenzeimportanti: come al TED o alle Nazioni Unite. L’essere disabile per la Mullins non è mai stato un limite, ma la possibilità di vedere oltre, dove la maggior parte delle persone termina la sua visione. Se molti preferiscono conservare il proprio status quo, anche se questo può limitare una persona o addirittura danneggiarla, per lei non è mai stato così. Quelli come Aimee sono degli innovatori poiché, già da piccoli, sono in grado di reagire alle difficoltà in modo diverso. Laddove la maggior parte delle persone vede un blocco o una sconfitta, Aimee ha sempre visto nel disagio una crescita, accettando così le sfide con coraggio e determinazione. Ha scritto in un suo articolo: «Il seme dell’ispirazione spesso germoglia nel suolo fertile delle avversità, specie quando questo suolo è arricchito da ricerche e tecnologie all’avanguardia e da elementi nutritivi, come la poesia e l’ispirazione».

LE PROTESI – Le numerose testimonianze raccontate negli ultimi anni da persone prive di uno o più arti, ha modificato radicalmente il dibattito sulle protesi, dal design all’innovazione tecnologica, mettendo sempre in primo piano la questione della mobilità che ogni giorno interessa milioni di persone. Un approccio diverso che fa comprendere un arto prostetico non più come la rappresentazione artificiale di una perdita o un tentativo di replicare un tratto umano, ma come un qualcosa che può andare perfino oltre le funzioni umane. «Cosa vuol dire essere disabili? Come deve essere una donna per essere bella? Com’è un corpo sexy? Se ci pensate Pamela Anderson ha addosso più protesi di quante ne abbia io e nessuno la chiama disabile», è uno stralcio dell’intervento di Aimee Mullins al TED.

GAMBE PER OGNI OCCASIONE – La Mullins possiede tante paia di gambe artificiali che soddisfano al meglio i suoi bisogni: per correre, per nuotare, da indossare con i tacchi (modificando così anche la sua altezza), eccetera. Lei stessa ha affermato che la sua preoccupazione non è più sul superamento di un difetto, quanto sul miglioramento. «Una distinzione tra l’idea dell’essere umani e quella di umanità – ha spiegato -. Se la prima concezione si limita a descrivere le caratteristiche fisiche, l’altra si occupa delle possibilità emotive».

LA CRESCITA – L’insegnamento che la Mullins ci ha dato in questi anni è stato quello diriconoscere di essere legati l’uno all’altro nelle lotte, nelle disabilità, nelle qualità che ci rendono diversi. Ciò che è percepito come carenza, in realtà, è un combustibile per la creatività. Se qualche tempo fa la società percepiva le persone come Aimee, come del tutto prive di prospettive, oggi la Mullins è famosa proprio per le possibilità e le opportunitàofferte dalla sua vita da “disabile”. Quelli che prima il mondo considerava disabili, oggi diventano gli architetti delle loro identità, continuando a cambiarla disegnando i loro corpi e avendone la responsabilità. «Ciò che mi entusiasma così tanto – ha concluso – è che combinando la tecnologia più avanzata, robotica, bionica, con la poesia secolare, ci stiamo avvicinando alla comprensione della nostra umanità collettiva».

Questo slideshow richiede JavaScript.

Aimee Mullins

l’autocommiserazione è solo una gran perdita di tempo

Fonte Articolo: http://www.trencachetipassa.it/aimee-mullins-piu-forte-della-disabilita/

Video del TG1: http://www.youtube.com/watch?hl=en&v=53_n8qnSGMs&gl=US

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...